Quando i ministri erano senza scorta (Valsecchi Athos)

Questo non è un racconto ma un fatto veramente accaduto.

Livigno, Comune dell’alta Valtellina è una famosa stazione sciistica. Difficile da raggiungere, dista circa trenta chilometri da Bormio; per arrivarci occorre superare il passo del Foscagno a quota 2291 dove si trova il controllo doganale perché Livigno, pur essendo territorio italiano, è “zona franca”

Un giorno di primavera del 1973 (non ricordo la data esatta) veniva inaugurato a Livigno il nuovo asilo. Il mio amico Nando, che faceva l’assicuratore, e che per lavoro si recava spesso in quel paese m’invitò ad andare con lui per assistere all’inaugurazione.

Eravamo due giovani democristiani con incarichi marginali nel partito e l’idea di incontrare il senatore  Athos Valsecchi, in quel periodo Ministro alle Finanze, ci solleticava.

Non ha nessun’importanza come si svolse l’inaugurazione. Non ricordo una parola di cosa disse il Ministro ma il fatto importante avvenne alla fine della cerimonia.

Nella sala dove era stato allestito un piccolo rinfresco erano rimaste poche persone, noi avevamo appena salutato il Ministro che stava parlando con Monsignor Teresio Ferraroni (Vescovo di Como supplente). Mentre stavamo per andare sentimmo il Prelato che diceva:

“Ho lasciato libero il mio autista se non le dispiace verrei fino a Bormio con Lei”

“No!! – rispose l’Onorevole – io ho fatto lo stesso pensiero e anche il mio autista è già ritornato a Bormio” Si guardarono attorno, non c’era più neppure il sindaco. (Si sa che quando sul tavolo del rinfresco non c’è più nulla se ne vanno tutti)

Se qualcuno leggerà questo non ci crederà, eppure le cose sono proprio andate così.

Il Ministro delle Finanze e il Vescovo di Como si trovavano entrambi senza autista e senza scorta!

Il mio amico Nando colse l’occasione al volo. Si voltò di scatto – “Ministro – disse- se volete vi portiamo noi a Bormio. Io ho la macchina qui fuori.”

Salimmo sulla Fiat 850 color verde pisello di Nando. Lui alla guida con a fianco Valsecchi, io dietro con il Vescovo.

Erano le cinque del pomeriggio, cominciava ad imbrunire, da Livigno a quota 1800 bisognava fare circa 10 Km per arrivare al passo del Foscagno. Cominciò anche a scendere qualche fiocco di neve e a quelle altitudini non è certo una bella cosa.

Come ho detto all’inizio sul passo c’è il controllo doganale che in quei tempi era molto severo e pertanto si era formata una coda di una ventina di macchine.

Rimanemmo in coda una decina di secondi poi io dissi: “ Nando qui ci vuole mezz’ora, esci dalla colonna e andiamo avanti”

Detto fatto, senza chiedere il parere degli illustri passeggeri cominciammo a sorpassare la coda ma prima di giungere in prossimità della sbarra ci venne incontro un giovane finanziere con una camminata, una faccia e un braccio alzato che facevano veramente paura.

Nando abbassò il vetro del finestrino e con tutta calma disse: “Sua Eccellenza il Ministro delle Finanze, Sua Eminenza il Vescovo Di Como”

Il giovane finanziere cacciò la testa dentro il finestrino e la ritrasse come se fosse stato punto da una tarantola, si mise sull’attenti, battendo i tacchi e ci fece segno di seguirlo. Disse qualcosa al collega che immediatamente alzò la sbarra.

“Non era il caso – disse il Senatore Valsecchi e lo ripeté lungo la strada per Bormio – Non era il caso, potevamo aspettare dieci minuti”

Renato Soltoggio

Una risposta a Quando i ministri erano senza scorta (Valsecchi Athos)

  1. Giovanni Luigi Molinari scrive:

    Conoscevo la storia da papà, mi hai fatto un regalo enorme ricordarla, grazie Renato!

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